[18.06.2020] –ALESSANDRO SMERCHINICH E LA VELA GREEN: UNA COPPIA VINCENTE!

Alessandro Smerchinich e la vela: una vita insieme.

In questo mese di giugno, contraddistinto dalla seppur lenta, ma tanto voluta ripresa, delle attività veliche è il turno di Alessandro Smerchinich, Project Manager e figura del spicco del Polito Sailing Team fresco vincitore del premio Tag Heuer Innovation, una tra le categorie del più ampio concorso “Velista dell’Anno”, organizzato dal Giornale della Vela. Nello specifico, la lista dei candidati ai premi era inizialmente composta da 100 partecipanti ma, dopo una prima fase di scrematura tramite votazione online, il numero è sceso a 30. Nella seconda fase il mondo della vela è stato chiamato a scegliere i 10 migliori progetti e ad assegnare i premi è stata una giuria competente nel settore nautico.

Ricordiamo che Il Polito Sailing Team – incentrato sulla progettazione, realizzazione e conduzione di skiff di classe R3 – è al suo sesto anno di attività e vede coinvolti oltre 80 studenti dell’Ateneo Politecnico di Torino – università specializzata per gli studi di ingegneria e architettura – da 16 corsi di studio diversi: infatti uno degli obiettivi del team è quello di unire competenze nei settori più disparati per permettere una visione più ampia verso il successo. Inoltre il team in questione ha già ha alle spalle un’intensa storia di partecipazione a regate e manifestazioni: in particolare, nel mese di settembre 2019 ha vinto la 1001 VelaCup a Mondello, con una barca costruita al 75% in materiali riciclabili: un grande risultato che sta alla base della recente vittoria con il progetto Fenix.
Il nostro Ale ci ha raccontato tutti sacrifici, le fatiche ma anche la grande soddisfazione finale in questa intervista.

DECIMAZONA: Buongiorno Alessandro, innanzitutto complimenti vivissimi per la recente vittoria del premio Tag Heuer Innovation. Ve lo aspettavate anche in merito all’esperienza dell’anno scorso?

A.S: Non ce lo aspettavamo assolutamente perché la selezione è stata lunga e molto competitiva. Dapprima era di cento partecipanti poi siamo arrivati a trenta e solo alla fine abbiamo potuto esultare per la vittoria finale.
I nostri sacrifici sono stati ripagati, per un team giovane e soprattutto formato da studenti universitari come il nostro, vincere un premio del genere è una soddisfazione doppia perché siamo riusciti a mettere in pratica i nostri studi in un progetto rivelatosi poi vincente ed innovativo.

Dai corsi estivi ad Ancona fino al Politecnico di Torino

DECIMAZONA: Torniamo un po’ indietro nel tempo… ci racconti come è nata la tua passione per il mondo della vela? In particolare questa vela più ecosostenibile e natural…

A.S: Ho cominciato a fare vela sin da piccolissimo, da quando avevo all’incirca sei/sette anni sotto l’ala protettrice di mio padre (il Vice Presidente della Decimazona, Paolo Smerchinich n.d.r.) dove ho cominciato con dei corsi estivi ad Ancona per poi entrare a far parte della Sef Stamura Asd.
Il mio percorso è stato lineare, prima negli Optimist, 420, la vela d’altura per poi avvicinarmi definitivamente al mondo del natural quando  ho cominciato l’università, dove mi si è spalancato un mondo nuovo ed inesplorato.

DECIMAZONA: Quanto la ricerca in ambito green potrà incrementare, a tuo modo di vedere, il mondo della vela da qui in futuro?

La vittoria finale del Polito Sailing Team

A.S: Oggi un po’ tutti si stanno rendendo conto di queste nuove imbarcazioni super veloci e soprattutto green, che rappresenteranno da qui in avanti una evoluzione per tutto il mondo velico a livello globale. A mio modo di vedere la strada è ancora lunga e c’è ancora tanto da lavorare, però noto un ottimo feed-back sia da parte dei velisti che da parte degli imprenditori.

DECIMAZONA: Quanto è difficile riuscire a mettere insieme tante teste (82 quest’anno n.d.r.) durante la realizzazione di un progetto? Com’è l’atmosfera all’interno del team?

A.S:  Un’atmosfera ottimale direi. Abbiamo organizzato lavoro per unità di business corrispondenti alle competenze specifiche dei vari componenti: ad esempio un gruppo ha curato il piano velico, un altro il rigging e i circuiti, un altro le linee d’acqua, i materiali e così via.  Con una organizzazione simile, mutuata dal management aziendale, ognuno ha potuto dare il proprio massimo nel lavoro poiché a ognuno corrispondevano specifiche responsabilità.

DECIMAZONA: Tu sei il Project Manager in questa iniziativa. Nello specifico, di cosa ti occupi?

Project Manager del Polito Sailing Team

A.S: Il mio ruolo è stato quello di supervisionare e coordinare ogni team nella realizzazione delle varie parti.  A volte è difficile essere il punto di riferimento di tutti i gruppi di lavoro, ciascuno con esigenze diverse, ma ho fatto tesoro degli insegnamenti della vela in equipaggio per tenere unita la squadra e, alla fine, l’abbiamo portata a casa. (Ride n.d.r).

DECIMAZONA: Domanda classica ma sempre attinente: progetti per il tuo futuro? Hai un sogno che vorresti realizzare o una regata a cui vorresti partecipare?

A.S: L’American’s Cup è senza ombra di dubbio il mio sogno più grande ma, come si suol dire, diamo tempo al tempo. Ho tanti progetti che vorrei realizzare sia dal punto di vista puramente sportivo, che ingegneristico. Non mi precludo nulla per adesso, si vedrà…

DECIMAZONA: Che idea ti sei fatto del periodo che abbiamo passato? Si pensa che il mondo della vela ne uscirà più forte: come secondo te?

A.S: Sicuramente questa situazione non ha giovato a nessuno e molti eventi infatti sono stati purtroppo rimandati o addirittura cancellati. A mio avviso, da questa esperienza, il mondo della vela né è uscito più forte.