Secondo una ricerca sul Mediterraneo promossa da One Ocean Foundation con Sda Bocconi, McKinsey e Csic,  il mare Nostrum oltre a rappresentare uno dei più importanti e delicati ecosistemi del pianeta rappresenta al contempo, una ricchissima risorsa economica. Quest’ultimo infatti favorisce lo sviluppo di un fatturato annuo dei settori legati al mare pari a €386 miliardi, con €205 milioni di valore aggiunto lordo e circa 4,8 milioni di posti di lavoro.

Lo studio ha preso in esame le relazioni esistenti tra la sostenibilità degli oceani e l’economia da una prospettiva inedita, focalizzata sulla consapevolezza, le strategie e le pratiche più innovative adottate dalle imprese. Fonti di energia più pulita, nuovi materiali e tecnologie digitali insieme a reti e iniziative che riuniscono imprese e stakeholder riuscirebbero ad apportare i maggiori benefici in termini di riduzione dell’impatto ambientale.
La collaborazione è il fattore chiave e decisivo per identificare soluzioni tecnologiche in grado di affrontare le problematiche dei mari, favorendo l’adozione e la diffusione di tecnologie più pulite.

In quel di Milano il panel formato da One Ocean Foundation ha visto infatti tre aziende all’avanguardia.
Prada, che ha adottato l’econyl, un nuovo filato realizzato da Aquafil,  recuperando le reti da pesca abbandonate; c’è poi Ecoplasteam, prima al mondo a realizzare un impianto per il riciclo del Tetra Pack, trasformando il medesimo in un nuovo materiale, un grano di plastica al 100% riciclato e a sua volta riciclabile. Per ultima, ma non per questo meno importante è Directa Plus, azienda che lavora il grafene, un materiale rivoluzionario 100 volte più resistente dell’acciaio, utilizzabile per costruire barriere di contenimento degli idrocarburi versati in mare.

Sono queste le nuove frontiere del futuro!